La rassegna artistica che si è tenuta a Palazzo Ferretti di Cortona dal 20 Giugno all'8 Luglio 2015 ha presentato le opere di Vittorio Angini, Lorenzo Donati, Laura Ghezzi e Dario Polvani.
Passeggiando per le stupende strade della città il mio sguardo si è intrappolato nello scorcio di mostra che si poteva osservare dall’entrata di Palazzo Ferretti, non c’è voluto molto per convincermi ad entrare e rimanere piacevolmente colpito dalle opere che vi ho trovato.
Vittorio Angini, istanti di un’estasi impalpabile:
L’argomento che circonda e permea le opere dell’artista aretino è l’esplorazione delle multiformi dimensioni della percezione spirituale. Indaga così la ragione prima delle emozioni umane, così forti e care allo studio pittorico di Angini, ponendo l’Io come soggetto della ricerca artistica.
Il pittore si muove fra la completa astrazione ereditata da Kandinsky - nei tratti decisi, nelle geometrie irreali, nei colori a tinte forti - e il recupero della forma - figure umane, figure religiose, paesaggi urbani -. Così facendo riesce a suggerire all’osservatore la multidimensionalità cangiante dell’intuizione artistica.
Forte è anche il legame con Cezanne che l’artista considera foriero di numerose correnti artistiche anche successive quali ad esempio cubismo, futurismo, impressionismo; legame che si esprime anche attraverso il riferimento al tema della finestra sul mondo.
Un avventuriero in un mondo nuovo, che racconta visioni irreali e balzi spiccati dalle forme della quotidianità verso queste visioni.
Per un’analisi più dettagliata del suo stile rimandiamo a questo link (www.youtube.com/watch?v=k4ecJd7DzQs&feature=youtu.be) o al sito ufficiale (www.angini.it)

Lorenzo Donati, idilli di natura:
La grande e maestosa natura che ha affascinato scrittori, pittori, compositori ed artisti di ogni ambito è la musa ispiratrice di Lorenzo Donati, nato in Canada da famiglia italiana e trasferitosi poi ad Arezzo.
Ora gentile ora spietata sembra quasi fare da calco di cera per il bronzeo sentimento dell’artista che sulla tela imprime con spatola ed ispirazione il colore: rapidi fendenti e dolci pennellate, esaltati dall’intarsio cromatico, si protraggono verso l’osservatore con mirabile forza espressiva.
Il labirintico groviglio degli steli, i passaggi chiaroscurali, la frenetica danza delle foglie, l’accostamento dei colori mai banale e sempre riconoscibile hanno permesso al pittore di ottenere una sorta di codice espressivo esemplificativo del suo stile che veicola, in maniera viva e pulsante, la materica forma delle emozioni.
All’inizio del suo percorso, colpito dall’operato di Dalì e di De Chirico, si misura con la figurazione metafisica della natura; in seguito, ispirandosi ai macchiaioli ed agli impressionisti, elabora questo stile, incentrato sull’illustrazione della natura, lirico ed al contempo personale.
Un poeta della tela che guarda alla natura come ad uno specchio d’acqua per guardare dentro se stesso.
Rimando al sito dell’artista (http://www.donatilorenzo.it)

Laura Ghezzi, realtà trasformate:
Il particolare percorso intrapreso da Laura Ghezzi, restauratrice dell’Opificio delle pietre dure nata in terre aretine, inizia dallo stupore di una bimba di fronte ai carri del carnevale, passando dalla maturazione artistica negli studi di pittura all’Accademia delle Belle Arti di Firenze e dalla vita lavorativa rivolta al restauro, fino a culminare nella capacità di trasformare materiali poveri (cartapesta, ferro battuto e piume) in meravigliose creature alate sospese fra realtà e pura immaginazione.
Durante gli studi si appassiona ad artisti quali Rosseau, Lautrec ed alle avanguardie russe del 900.
Traslucenti ambre di sogni rivestono animali piumati che fanno da tramite per nuove realtà.
Laura che crea (su Facebook)
Dario Polvani, nel mondo delle emozioni:
La tematica che più preme al pittore Dario Polvani, nato ad Arezzo, è l’emozione - inscindibile dall’attenzione verso il genere umano - che egli scopre a più riprese: ora con la figurazione simbolica ora con quella maggiormente realistica. Questi due piani si intrecciano in ogni sua opera legati dall’atmosfera inconfondibile che la sua pennellata sa regalare all’occhio dell’osservatore: l’eterogeneità del contenuto trova la sua perfetta collocazione grazie alla nebbia metafisica: così possiamo descrivere il mistico ed onirico alone che avvolge le opere e le rende cariche di sentimento. Una tecnica pittorica alquanto difficile da realizzare poiché il pittore torna sul quadro finito stendendo sulla tela velature di colore più liquido rispetto alla prima stesura.
Il risultato è una pittura che colpisce: quando appesa in mostra per il suo grande carico emotivo ed una volta a casa fa riflettere perché la mente rincorre la simbologia ed insieme ad essa il concetto che rappresenta.
L’artista è stato affascinato fin da bambino dal lavoro di grandi maestri quali Michelangelo, Raffaello e Piero della Francesca: la bellezza dei volti, la perfezione nelle forme e la padronanza nell’uso del colore della scuola pittorica italiana lo hanno spronato a fare arte. Dario Polvani menziona anche Ottone Rosai e Franco Villoresi fra gli artisti più recenti che lo hanno stimolato nella ricerca pittorica.
Un pittore che, con occhi da bambino, presenta un mondo di emozioni intriso di luce sognante.
Per approfondimenti (www.polvanidario.it)

Davide Lucioli.