In questo momento nella scena musicale italiana ci sono dei termini che ricorrono spesso, quali “indipendente”, “coerenza”, “alternativo” e simili: tutte definizioni che si sentono spesso, ma a quanti gruppi si possono veramente associare? Se c’è una band che è realmente alternativa, che è rimasta coerente con le proprie idee ed è, infine, tornata veramente "indipendente”, è proprio quella dei Modena City Ramblers.
Per chi scrive, la band emiliana è un raro esempio di longeva fedeltà alle proprie radici: un gruppo che – seppur con inevitabili cambi di line-up – si è evoluto nel tempo, mantenendo intatte le proprie coordinate sonore e soprattutto le proprie attitudini.
“Riaccolti” (uscito per “Modena City Records”) è il nuovo live dei Modena (il box racchiude CD e DVD, ma esiste anche una versione in doppio vinile) ed è una sorta di “festa acustica” ed interattiva per i fan: difatti il disco è stato realizzato tramite una fortunata campagna di crowd-funding, in cui proprio i fan hanno prodotto – insieme alla band – il progetto. Per altro, l’edizione limitata destinata ai “raisers” ha una copertina diversa, ad opera di Roberto Huller.
Il titolo di questo live rievoca un altro storico album registrato in concerto vent’anni prima, vale a dire “Raccolti”, facendosi anello di congiunzione, poiché non si tratta di una semplice celebrazione di un momento storico dei Modena, ma semmai di un ripensare le loro radici acustiche, certamente mai abbandonate.
In effetti, le similitudini col disco uscito nel ‘99 si fermano al fatto che “Riaccolti” sia completamente unplugged: la scaletta è difatti diversa – fatta eccezione per “In un giorno di pioggia” e “O bella ciao”, che però appare solo nel dvd.
“Riaccolti” presenta diverse novità: innanzitutto è il primo disco del complesso che vede in formazione Gianluca Spirito alla chitarra (oltre che al bouzouki e ad altri innumerevoli strumenti a corda). Un’altra succosa novità è la title-track – unico inedito del disco – al secondo posto della scaletta, sulla quale voglio soffermarmi un attimo: è un brano autobiografico che ripercorre la storia del gruppo in maniera significativa e sincera su note solari, dal sapore quasi bluegrass
dopo tutti questi anni insieme / le sbronze, i canti delle sirene / dopo tutte le stelle incrociate / i litigi e le nostre cazzate / siamo tutto quello che abbiamo raccolto / (…) / noi siamo ciò che rimane tra il vento e il sole.
L’intero repertorio eseguito nel disco è accattivante, innanzitutto perché non è banale, anzi, molti brani riproposti in questa veste “spoglia” acquistano profondità – penso alla recente “Volare controvento” ma anche a “Pasta nera” – inoltre alcune canzoni non erano suonate dal vivo da molto tempo, come “Radio Tindouf”. Molto dinamica è l’alternanza delle hit, sia storiche, sia recenti, (come le indimenticabili “Le lucertole del folk”, “Ebano”, “I cento passi” e “Mia dolce rivoluzionaria”), a brani forse meno noti alla massa ma non per questo meno significativi.
Il DVD allegato regala ulteriore valore aggiunto: registrato – come ovviamente il CD – allo storico – per i Modena e non solo – studio “Esagono” di Rubiera, cattura perfettamente lo spirito di un’esibizione acustica della band, con le simpatiche presentazioni di Dudu, che ripercorrono l’intera storia delle canzoni e rivelano qualcosa in più riguardo al significato dei testi e al periodo nel quale sono stati composti (ed è stupefacente che brani scritti tanti anni fa siano ancora di sconcertante attualità).
Dunque, di motivi per acquistare questo elegante unplugged ce ne sono tanti. Consigliato sia ai fan più stretti, sia a coloro che vogliono avvicinarsi alla band o vogliano approfondirla: un ottimo disco sicuramente non scontato, che fa venire voglia di catapultarsi immediatamente e fisicamente al prossimo concerto dei MCR.
Francesco Lenzi
