Carmen 0, opera teatrale ideata e diretta da Monica Casadei sullo scheletro della famosa opéra-comique “Carmen” di Georges Bizet ed eseguita da quattordici danzatori di Artemis Danza ha avuto luogo in anteprima presso il Teatro “Luca Signorelli” di Cortona (Arezzo) il giorno 10 marzo 2016.
Già a partire dal titolo è possibile cogliere un parallelismo con l'arte della «Grandmother of Performance Art» Marina Abramović ed in particolare con Rhythm 0 del 1975; tale intuizione è poi corroborata dal momento in cui il sipario è aperto ed il pubblico viene a trovarsi esposto alla crudezza dei costumi di scena, che paradossalmente quasi non esistono.
In Carmen 0 i quattro quadri della commedia originaria sono ripartiti in due macro-sequenze intervallate dalla chiusura momentanea delle tende, raro espediente teatrale che ammicca al pirandelliano errore del macchinista in “Sei personaggi in cerca d'autore” e che vedono protagonisti ora solo personaggi femminili accompagnati nelle loro convulse coreografie da immagini proiettate sulle quinte e variazioni cromatiche e morfologiche delle luci di scena, ora anche quelli maschili grazie ai quali il palco si gremisce di movimento e vitalità, dissolvendo gran parte degli effetti visivi utilizzati fino a quel momento.
L'intera rappresentazione è sublimata dalla rivisitazione delle musiche originali ideata dal compositore Luca Vianini, operata dai DJ Spinelli e Sartana, contenente elementi di dissonanza, glitch e suoni elettronici, rintocchi di svariati idiofoni a percussione ed in generale uno spiccato retrogusto di colonne sonore horror. Le musiche, nei rispetti delle composizioni originali, presentano differenti durate in termini di tempo, basti pensare che la celebre aria “Toreador” dura circa un minuto o poco meno, così come “Habanera” è abbinata a molteplici sezioni sceniche. Questa scelta si dimostra tanto ragguardevole, in un'ottica di personalizzazione pionieristica dello spettacolo, simile a quella mediante cui Bizet modificò la trama dello scritto di Meilhac e Halévy, quanto azzardata dal punto di vista degli spettatori più puristi che potrebbero aspettarsi di ascoltare i brani per l'intera loro durata operistica.
La prima macro-sequenza è divisa in tre esibizioni soliste separate da brevi pause e cambio di mood complessivo, finalizzate ad esprimere l'intenso desiderio di libertà manifestato attraverso la tonicità muscolare dei corpi delle artiste, completamente assorbita in movimenti spasmodici e carichi di sofferenza.
La seconda macro-sequenza vede protagonista l'intero cast che si esibisce senza interruzione nella totale riproduzione della trama della “Carmen” bizetiana secondo i parametri sperimentali della regista.
Lo spettacolo risulta estremamente tecnico ed interessante ma certamente non privo di pathos: l'unione di due sottogeneri appartenenti a campi artistici decisamente distanti, comporta la nascita di una terza categoria avanguardista all'interno della quale però l'Opera e la Performance Art, compenetrandosi, si mitigano vicendevolmente e ciò lascia Carmen 0 sospeso in un limbo concettuale, dove non è possibile esprimere concezioni totalmente innovative, ma solo rimarcare idee ed aspetti già scandagliati dalle correnti di pensiero dell'età moderna.
In conclusione Carmen 0 risulta essere un riuscito tentativo teatrale sicuramente audace e consapevole, ricco di considerevoli archetipi e fortemente dinamico: è frutto di grande maestria e cultura. Consigliato.
Riccardo De Marco e Jacopo Bucciantini.